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"RAICES TANGO" DE MIGUEL ANGEL ZOTTO

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DALL’ARGENTINA ALL’ITALIA IN TOURNEE EUROPEA PER UN ANNO
RAICES TANGO, L’INEDITO PIÙ TRAVOLGENTE NELLA STORIA
DELLA DANZA ARGENTINA

Ideato e coreografato dalla leggenda del Tango Miguel Angel Zotto
PREMIERE A MILANO
10 - 12 FEBBRAIO 2017
TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI

Coda al botteghino per il debutto mondiale al Teatro Lola Membrives di Buenos Aires che fa registrare il tutto esaurito. Balla, Vivi, Ama. Le radici, la forza, l’emozione del ballo: il vecchio e il nuovo mondo si incontrano nella  potenza selvaggia degli Indios, il folklore dei gauchos,  l’eleganza, la passione controllata, la carica che solo il Tango Argentino può donare: Raices Tango è un viaggio nella storia della danza argentina più amata al mondo, al suo debutto per la tournee europea al Teatro degli Arcimboldi di Milano il 10 febbraio 2017 alle 21.00.  Un inedito ideato, coreografato e interpretato da Miguel Angel Zotto, leggenda del tango argentino, affiancato dall’espressività, la sensibilità e la grazia della compagna sul palco e nella vita, Daiana Guspero. La compagnia conta venticinque artisti - 16 ballerini e 5 musicisti - tra cui spiccano i gauchos della Pampa Argentina e l’Indio Olegui Atucà Guaranì, il Figlio del Vento che con la sua arte si batte da trent’anni contro i crimini commessi ai danni degli indigeni nel folto silenzio della foresta amazzonica.

Ecco perché Raices Tango è un sogno: rompendo gli schemi del tango classico sfocia in uno show inedito e travolgente che parla di amore, cultura, rispetto per ogni essere vivente in cui tangheri, gauchos e Indio convivono sul palco in un crescendo di emozioni per raccontare una storia che dalla danza arriva direttamente al cuore del pubblico.

Lo show - La suggestione iniziale è quella della potenza selvaggia degli Indios del Nuovo Mondo. Poi il folklore delle serate intorno al fuoco dei gauchos delle pampas sudamericane fino a giungere al tango, il ballo della gente di Buenos Aires, dei compadritos, dei migranti Italiani, Francesi, Tedeschi, Russi che s’incontrano nelle balere e nei cortili, tra polvere e povertà, pianti di bambini e sogni di giovinezza, malinconia del vivere e fremiti d’amore. Le prime immagini sono potenti e innovative nella loro tradizione: i personaggi appaiono misteriosi, i tamburi rievocano ritmi ancestrali, le bolas nelle mani dei gauchos volteggiano vorticosamente nell’aria ricordando l’antico utilizzo coma arma da caccia. E finalmente l’eleganza, la passione controllata, la carica che solo il Tango Argentino contemporaneo può regalare nell’interpretazione del suo massimo testimone: Miguel Angel Zotto.

Miguel Angel Zotto, il Tango e l’Italia - Le radici del tango crescono sul fertile terreno argentino dove si stabiliscono le prime comunità di immigrati Italiani. Proprio come la famiglia di Miguel Angel Zotto, cognome originale Zotta, cambiato in Zotto da un errore di trascrizione nel registro argentino degli immigrati. Il nonno Michele Arcangelo nasce infatti nel paesino lucano di Campomaggiore. Miguel Angel inizia a ballare il tango con l’uomo di cui porta il nome, fino a “ritrovare” le radici italiane al punto di riattraversare l’oceano e stabilirsi in Italia con la moglie e compagna sul palco Daiana Guspero e le figlie. “Io sono italiano, sono contento di esserlo e il mio ponte con l’Argentina è sempre stato e sempre rimane l’Italia, il Paese dove sono maggiormente conosciuto.  È una musica che offre sentimento, nostalgia, passione, quindi identità. Abbiamo fatto dodicimila chilometri sull’oceano per arrivare qui: questo è il tango. Noi argentini siamo uguali fisicamente e culturalmente agli Italiani e questo in Italia si comprende: la  radice del tango è italiana. È per questo che il tango si balla tanto in Italia ed è veramente meraviglioso. Sono  nato  con  il tango nelle orecchie, in una famiglia tipicamente italiana: molto uniti tra noi, ballavamo  in  casa  con  mio  padre, mio zio e mio fratello”.

La febbre del Tango contagia l’Italia Ballare è creare musica con il corpo. “Abbiamo fatto dodicimila chilometri sull’oceano per arrivare qui: questo è il tango”. Parola di Miguel Angel Zotto. Più che una danza, è una vera e propria filosofia di vita. Da Buenos Aires ha contagiato il mondo ma soprattutto l’Italia, che si divide il primato di “capitale” del tango con il suo Paese d’origine. Una vera e propria “febbre” capace di coinvolgere oltre cinquantamila Italiani per più di 560 scuole censite in tutta la Penisola. Un numero in continua crescita: a Roma si contano oltre tremila appassionati, Milano e Torino superano i duemila. Il tango non ha età, attira anche i giovanissimi per i valori che rappresenta e il popolo che lo pratica proviene da ogni livello sociale e professionale. “Il tango è coppia - spiega Zotto -  uomo e donna al cinquanta per cento, anche se il passo più importante, l'otto (la donna disegna con un piede un 8 intorno al suo compagno per dare avvio alle danze), lo fa la donna. Nessun ballo raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra due corpi: palpitazione, energia. Una composizione travolgente”.

 

LO SHOW

RAÍCES TANGO, l’inedito più travolgente nella storia del tango Nel 1834 Charles Darwin, di passaggio nelle pampas, scrive: “…con i capelli lunghi fino alle spalle, la faccia nera per il vento, il cappello di feltro, chiripà e stivali ricavati dai quarti posteriori delle giumente, un grande facòn sulla schiena sostenuto da un cinturone, mangiavano carne asada come dieta principale, a volte accompagnata da un po’ di mate o qualche sigaro…” Arriva in Italia l’inedito più travolgente nella storia del tango: danza argentina e folklore si fondono e interagiscono sul palcoscenico per lo spettacolo ideato e coreografato da Miguel Angel Zotto, leggenda del tango argentino, affiancato dall’espressività, la sensibilità e la grazia della compagna sul palco e nella vita, Daiana Guspero.

Le radici, la forza, l’emozione del ballo. Lo spettacolo è un viaggio nella storia del Tango. La suggestione iniziale è quella della potenza selvaggia degli Indios del Nuovo Mondo. Poi il folklore delle serate intorno al fuoco dei gauchos delle pampas sudamericane fino a giungere al tango, il ballo della gente di Buenos Aires, dei compadritos, dei migranti Italiani, Francesi, Tedeschi, Russi che s’incontrano nelle balere e nei cortili, tra polvere e povertà, pianti di bambini e sogni di giovinezza, malinconia del vivere e fremiti d’amore. Le prime immagini sono potenti e innovative nella loro tradizione: i personaggi appaiono misteriosi, i tamburi rievocano ritmi ancestrali, le bolas nelle mani dei gauchos volteggiano vorticosamente nell’aria ricordando l’antico utilizzo coma arma da caccia. E finalmente l’eleganza, la passione controllata, la carica che solo il Tango Argentino contemporaneo può regalare nell’interpretazione del suo massimo testimone: Miguel Angel Zotto.

Per la prima volta in Italia, il nuovo spettacolo di Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero porta in scena una troupe di 16 ballerini e 5 musicisti che si muovono su una scenografia che accompagna il viaggio del tango dalla Pampas alla città, dal bianco e nero al colore.

I PROTAGONISTI

MIGUEL ANGEL ZOTTO, l’icona del Tango Argentino Ufficialmente riconosciuto come il massimo rappresentante al mondo di questa meravigliosa danza, non solo dagli appassionati ma anche e soprattutto dalla critica, Miguel Angel Zotto È il tango argentino.
Per il giovane Miguel, il tango è studio, pratica, rinunce e sacrifici alimentati ogni giorno dal sacro fuoco di un’immensa passione. Nasce così la storia di un mito, che ha il grande merito di aver condiviso l’amore per il tango in tutti i continenti con le sue performance, i suoi racconti, i suoi insegnamenti. È un uomo, un ballerino, che non si risparmia mai, convinto della sacralità e della purezza della sua danza, capace di unire i cuori e le passioni della gente. Per Miguel il tango è gioia, è amore e per questo va diffuso oltre i confini dell’Argentina: negli anni 90 è il primo tanghero che riesce a smuovere l’animo della vecchia Europa diffondendo la sua arte prima in Inghilterra, poi in Germania e infine in Italia. Grazie a lui, il Bel Paese diventa, assieme all’Argentina, una delle due “capitali” mondiali del tango. Un emozionante ritorno alle origini, alle radici della famiglia per questo eterno ragazzo, nipote di oriundi italiani che hanno fatto dell’Argentina la propria seconda patria.
Nato nel 1958 a Buenos Aires, Miguel cresce ascoltando la struggente musica del tango in compagnia del nonno e del padre, ballerino e attore. Un amore che coltiva fin da giovanissimo a fianco dei più grandi maestri tangheri: “Da Juan Carlos Copes ho imparato l’eleganza e il portamento, da Antonio Todaro il passo e la guida, da Ramón “Finito” Rivera la sottigliezza del movimento e l’attenzione alla donna, da Carlos Estévez “Petróleo” - per dieci anni quasi ogni sera andavamo in milonga assieme - la filosofia, il fatto che il “cuore” di questa danza sia costituito dall’ocho, l’otto, che è il simbolo dell’infinito, perché infinite sono le combinazioni”.
Ben presto, la sua fama raggiunge i più alti livelli, tanto da essere considerato il guru del Tango Argentino per eccellenza. A testimonianza del fatto che al mondo si sta affacciando un talento assoluto, pochi anni dopo il suo ingresso tra i “professionisti”, nel 1991 Miguel riceve dal “Consejo Argentino de la Danza” il “María Ruanova Award”, il premio più importante per la danza argentina, che mai, fino ad allora, aveva assegnato un tale riconoscimento al tango. Nel 1999 vince il premio “Positano”, uno dei maggiori riconoscimenti per la danza assegnati in Italia, mentre l’anno successivo è eletto tra i tre più grandi ballerini di Tango del secolo. Nel 2002 è nominato “Accademico” dalla “National Tango Academy” di Buenos Aires.
Nel 1988 fonda la compagnia di ballo “TANGO x 2”, l’unica a oggi riconosciuta a livello mondiale, marchio di garanzia e professionalità, per la quale Zotto ha creato e coreografato, sempre affiancato dalle migliori formazioni musicali, numerosi spettacoli e produzioni con cui si è esibito in Canada, Stati Uniti, America Latina, Europa e Giappone.
Il 2011 lo vede tra le star internazionali ospiti della serata inaugurale della Sessantunesima Edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Una presenza che è la consacrazione al grande pubblico della sua bravura.
Dall’autunno del 2012 il Maestro si trasferisce definitivamente a Milano dove dà vita, insieme alla compagna di ballo nonché moglie Daiana Guspero, la Zotto Tango Academy - Zotto Studios, la prima vera Accademia Europea interamente dedicata al Tango Argentino. La coppia prosegue la sua fitta attività artistica calcando i migliori palcoscenici teatrali italiani e svolgendo al contempo un’intensa attività didattica in Italia, nelle principali capitali europee e intervenendo a numerosi Festival e manifestazioni di Tango.
La stagione 2016/2017 lo vede impegnato come ideatore, coreografo e protagonista di una nuova e scintillante produzione, Raices Tango, in tournee in tutti i più importanti teatri italiani ed europei da febbraio 2017. 

DAIANA GUSPERO, l’essenza del tango al femminile Amore per la danza, passione per il tango, poesia scritta dal flusso sensuale e delicato del suo corpo in scena, sul palcoscenico come sulla pista in milonga: Daiana Guspero è una delle ballerine professioniste e insegnanti di tango argentino più stimate e apprezzate a livello internazionale.
Un’espressività unica la sua, dotata di rara sensibilità e grazia, di sottili sfumature capaci di esprimere l’essenza del nostalgico sentimento che è il tango: Daiana rappresenta l’essenza del tango al femminile con una spontaneità artistica tale da issarla naturalmente nell’Olimpo del panorama femminile tanghero.
Il talento di Daiana ha accompagnato in breve tempo la sua eleganza, la sua sensualità ed espressività passionale nei maggiori teatri di Buenos Aires, sui più importanti palcoscenici europei fino alle maggiori venue di Asia, Cina e Giappone. Ballerina di tango fin da giovanissima, in seguito a una formazione dedicata alle danze folkloristiche argentine, dal 2007 balla in coppia con Miguel Angel Zotto, indiscussa prima ballerina negli spettacoli della TangoX2 Company. Si esibisce inoltre nei maggiori festival e manifestazioni internazionali e, come insegnante, in Masterclass, seminari, stages e corsi.
Dal 2012 ha fondato insieme a Miguel Angel Zotto la Zotto Tango Academy, Accademia Europea di tango argentino con sede a Milano, dove insegna tango, milonga e vals oltre che Danze folkloristiche argentine.
La stagione 2016/2017 vede Daiana impegnata come protagonista, assieme a Miguel, in una nuova e scintillante produzione, Raices Tango, in tournee in tutti i più importanti teatri italiani ed europei da febbraio 2017. 

Raíces indigena nello spettacolo di Miguel Angel Zotto: Atucà Guaranì, il Figlio del Vento La magia del Tango e la suggestione del Popolo Indio si uniscono per la prima volta in Raices Tango di Miguel Angel Zotto: la storia dell'Argentina va in scena attraverso Tango, Folklore e cultura indigena in un’energica rappresentazione della cultura Gaùcha, mescolanza tra identità India e Bianca. A far vivere le emozioni della danza tribale amazzonica, la storica figura di Atucà Guaranì, Figlio del Vento, l'Indio Olegui. Coreografo, maestro di folklore e malambo conosciuto in tutto il mondo, Atucà porta sul palco l'immagine dell'Indio e della boleadora - la sua arma - rivisitata in forma artistica, capace di creare ritmi incalzanti e sanguigni con l'accompagnamento dello zapateo, il ritmico battere della pianta, del tallone o della punta della scarpa sul suolo. Da più di trent’anni Atucà, indio di razza Guaranì, è testimone dei crimini commessi ai danni degli indigeni nel folto silenzio della foresta amazzonica senza rispetto per la vita, la dignità e la cultura di interi popoli. A distanza di secoli dalla scoperta dell’America, misfatti di ogni genere continuano a perpetrarsi scientemente e con ferocia senza pari. Una denuncia che rimane inascoltata ancora oggi, nel XXI secolo, a sessant’anni dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

Dalle Pampas argentine a Raices Tango: Gauchos, i “selvaggi bianchi” delle bolas E’ un’arte vera e propria, antica di secoli, tramandata di padre in figlio, la danza dei gauchos in scena a Raices Tango di Miguel Angel Zotto: i ballerini si sfidano con destrezza e abilità in un vorticoso gioco di gambe, capace di evocare le infinite sfumature del passo del cavallo. Velocissime le bolas fendono l’aria per suonare la melodia delle pampas fino a rievocare, in tutta la sua potenza, l’antico utilizzo coma arma da caccia. Sfida, seduzione, allegria, ritmo, festa, coraggio, lealtà, rudezza, ardore: sul palco i gauchos sono il simbolo del sentimento argentino, quello che sa ascoltare il silenzio notturno della pampa per poi esplodere rievocando le serate intorno al fuoco in quel misto di cultura, leggende e storia che ha contribuito ad assurgere a livello di mito la loro figura, in Sudamerica e nel mondo.

TOUR 2017 - LE PRIME DATE

11 - 15 Gennaio Tour teatrale Buenos Aires
10 - 12 Febbraio Teatro degli Arcimboldi Milano
15 Febbraio Torino Teatro Colosseo
16 - 17 Febbraio    Lugano Palazzo dei Congressi
18 - 19 Febbraio Bologna Auditorium Alessandro Manzoni
23 Febbraio Brescia Pala Banco
25 - 26 Febbraio Verona Teatro Ristori
9 Marzo Bari Teatro Team
14 – 26 Marzo Roma Teatro Olimpico

 


 
 
Palacio San Martin